STAR BENE

La camera Kirlian

presentazione

 

il principio dell'aura o aureola

L'iconografia antica di ogni religione, ci ha lasciato molte rappresentazioni con immagini di uomini e donne, circondati da una luminescenza diffusa, che in talune parti del corpo si fa più intensa e irradiante, come intorno al capo, al plesso solare e alle mani.

Dai cristiani ai buddisti, le divinità, i santi e gli spiritualisti in genere sono rappresentati nell'atto dell'aprire le braccia e tendere le loro mani, verso l'umanità, irradiando luce ed energia intorno a sé.

 

 

Queste rappresentazioni hanno fatto talmente presa sull'immaginario collettivo,  che le persone di prestigio: come gli imperatori e i nobili, hanno sentito l'esigenza di farsi realizzare corone, pettorali  e scettri tempestati di pietre preziose e luminose,  assegnandosi alti valori morali e spirituali, evidentemente ritenuti simboli di potenza, capaci perciò di incutere soggezione e rispetto. 

 

Risalendo a ritroso nel tempo, in Cina, Giappone, Egitto, alle caste dominanti si attribuiva una discendenza divina, ma anche le famiglie nobili dell'Europa destinavano un figlio alla carriera ecclesiastica, come se non potendo vantare un’origine divina, si accreditassero almeno un grado di parentela.

Oggi troviamo negli abiti e nei paramenti sacri ancora moltissime rappresentazioni simboliche di questa emissione di raggi, basta pensare all'ostia consacrata e come viene sempre rappresentata. 

Resta evidente un fatto: oggi non è più logico negare l'esistenza dell'aura luminosa intorno alle persone, poiché finalmente esistono apparecchiature per evidenziarla o addirittura fotografarla.

Ciò che però essi non sapevano o non potevano rappresentare è che l'alone luminoso non è peculiarità di alcuni soggetti speciali, ma tutti lo posseggono, pur se con intensità e cromatismi diversi.

 

Se Semion Davidovich e Caterina Kirlian,  non avessero avuto quel casuale incidente con l'energia elettrica, noi  avremmo potuto continuare a pensare che l'aureola rappresentata in varie iconografie religiose e artistiche, poteva essere frutto di fantasia, suggestione, o peggio: superstizione.

 

A.B.

 

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