STAR BENE

 

La camera Kirlian

l'uso ai giorni nostri

 

 

a fotografia mette perfettamente in evidenza, come la mano venga introdotta attraverso il telo nero, posto a protezione della camera oscura, che è collegata attraverso dei fili elettrici i cui terminali (elettrodi) vengono poggiati sulla mano del soggetto che vi si sottopone,  stabilendo il collegamento con la macchina di fronte cu cui vi è il logo dell'A.MI.University e i vari comandi che sono utilizzati per i dosaggi del voltaggio e delle frequenze, di cui è necessario servirsi.

 

Realizzare una fotografia Kirlian è un processo che all'apparenza è molto semplice, ma nella sostanza si può tradurre in un tipo di sperimentazione che necessita di essere rifatto o comunque di accertamenti periodici, proprio per verificare l'andamento stesso dell'energia che si riesce a fotografare nel soggetto, che vi si sottopone.

L'A.MI.University si avvale dell'apparecchiatura che vedete nella foto, che si divide in due oggetti ben precisi: la macchina fotografica e la camera oscura entro la quale si debbono realizzare con l'ausilio di elettrodi le fotografie Kirlian vere e proprie.

 

Come potete vedere nell'immagine, il soggetto introduce la propria mano, attraverso un passaggio, oscurato appositamente con un telo, munito di una manica protettiva dalla luce. 

Sul pavimento della camera, si trova lastra, sulla quale poggiare la mano completa, o i polpastrelli (l'A.MI. University ha scelto questo secondo metodo, perché da più garanzie sull'autenticità della fotografia e del soggetto a cui è stata fatta).

 

Sopra il dorso della mano o del dito vengono posti degli elettrodi, ai quali viene dato un impulso, secondo una frequenza e un voltaggio dosati appositamente, per favorire l'emissione dell'aura e riuscire a fotografarla, infatti nell'istante in cui l'impulso elettrico raggiunge la mano, scatta la fotografia, che resta impressa sulla lastra sottostante.

 

A.B.

 

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