LABORATORIO DELLA FELICITA'

 

Istinto di sopravvivenza e aggressività

Capricorno - Acquario - Pesci

 

CAPRICORNO - I nativi si esprimono attraverso una meccanica comunicativa di tipo maschile e autoritaria che scambiano come frutto di estrema razionalizzazione, perché rifiutano di considerare l'inconscio e le sue pulsioni, diventando repressi e censori altrui. Sul piano della competitività sociale, questo può essere un vantaggio, poiché si traduce in istinto di conservazione, che viene però pagato a caro prezzo dalla sfera emotiva ed affettiva, che vengono sacrificate in nome di mal interpretati valori moralistici.

Sono anche fra coloro che più di tutti soffrono di inibizioni che li conducono ad essere prevaricanti nei confronti degli altri, senza capire di essere gli autori di questo meccanismo, restando sordi persino alle richieste d'aiuto che il loro inconscio riesce a

manifestare, soltanto attraverso un linguaggio analogico e non verbale, che non sanno decodificare, nemmeno quando questo linguaggio diviene manifesto e si traduce in psico-somatizzazioni o quando riescono a intessere un dialogo analogico con il mondo onirico, che cerca di comunicare con l'io.

E' importante che capiscano che la logica è soltanto il frutto di una media quantificabile secondo i tempi, gli ambienti e gli standard comuni, che non è una verità assoluta e immutabile, ma può e deve essere modificata secondo le esigenze e i cambiamenti sociali. E' altrettanto importante che accettino i propri limiti e che lascino liberi le profonde emozioni che albergano nel loro inconscio represso, di cui non possono fare a meno, altrimenti l'istinto di sopravvivenza viene disattivato.

ACQUARIO - In molti casi esprimono una profonda vita interiore a cui sanno dare ascolto; in altri si devono confrontare con le asprezze del pianeta Saturno, che li frena nella sensibilità, ma che grazie alla spregiudicatezza uraniana, riescono a vincere. Troviamo qui delle nature contrastanti, ma difficilmente infelici, infatti vivono più per ciò che sentono, che per quanto ragionano, si mantengono al coperto dai sensi di colpa, perché non sono maliziosi e quindi sono anche disinibiti, indipendentemente dai giudizi altrui, che non riescono nemmeno a scalfirli, senza bisogno di ricorrere all'aggressività, ma per puro istinto di sopravvivenza.

Si esprimono serenamente anche sul piano della fisicità, vivendola con estrema leggerezza, senza domandarsi se il comune senso conformistico sia esatto, perché istintivamente sentono quando un evento è buono o cattivo e hanno la consapevolezza che le scelte individuali sono un fatto da vivere secondo la propria coscienza.

Non sono malevoli e anche questo permette loro di vivere abbastanza serenamente, così non si debbono nemmeno punire sul piano della somatizzazione, semmai possono per contro restare isolati, perché gli altri non sanno condividere le scelte fatte e non li capiscono, ma questo non crea problemi. E' loro il motto: chi non mi vuole, non mi merita.

Motivate da apparenti estremismi frutto delle pulsioni inconsce, sono certamente persone complete e serene, non si producono sofferenze inutili, e dare loro dei consigli è quasi inutile, se non stimolarli a continuare così.

PESCI - Dall'apparente aspetto serafico, vivono un dualismo profondo a volte insanabile, che li fa oscillare fra i valori dello spirito e quelli della materia, che rifiutano, perché logicamente la disprezzano e quindi non possono essere felici come invece a volte sembrano.

Rischiano di essere poco competitivi in quanto non sanno utilizzare la forma logica del ragionamento, che esprime soprattutto le istanze inconsce, da cui non sanno separarsi nemmeno con uno sforzo e possono di conseguenza soffrire di grosse frustrazioni e diventare così passivi dal restare sordi a ogni stimolo, perdendo delle vere occasioni,impedendosi di mettersi in gioco, per evitare di soffrire, perché la loro natura nettuniana è ovviamente quasi tutta istintuale e al contempo poco aggressiva.

Consigliare i nativi non è facile, utilizzano sempre l'ideologia o la spiritualità come scusa, per non mettersi in discussione, ciononostante non possono sfuggire alla sofferenza che immolano sull'altare del sacrificio, sentendosi dei predestinati, capri espiatori, restando protagonisti solo nel ruolo di vittima, che calza loro a pennello, quasi traessero beneficio dalla sofferenza, ricorrono in extremis all'istinto di sopravvivenza, ma in forma passiva.

A volte questo carico risulta eccessivo e quindi devono trovare delle risposte accettabili sul piano logico,per cui è consigliabile che non si lascino sempre prendere dal "sentire", ma che si sforzino di ragionare e trovare il punto di mediazione fra io ed es, evitando di sacrificare una delle due istanze, altrimenti non potranno mai essere felici.

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